giovedì 7 settembre 2017

Night race e North West Cup 2017 3rd day

Dopo la middle nella mattinata a la Coche, in serata mi aspetta un sprint allungata in notturna sulla carta del centro di Sestriere.
Parto tra gli ultimi un po’ per scelta un po’ perché c’era molta gente che voleva partire presto e si era creata una fila abbastanza lunga e io non avevo alcuna intenzione di stare li in fila a prendere freddo.
Parto abbastanza forte commetto subito un imprecisione ma prontamente sono tornato sulla scelta che avevo in mente, dopo questo errorino non sbaglio praticamente più nulla e concludo la mia gara con un ritmo regolare senza forzare più di tanto divertendomi parecchio.



Il giorno seguente gareggiamo sulla carta di monte Rotta, carta sui cui si è svolta la staffetta dell’ amicizia durante il raduno oriLBEM 2015.

Mentre mi avvio verso la partenza inizio a sentire la stanchezza, ma un volta dentro i cancelletti è come se tutto sparisse e c’è solo la gara che devi affrontare, parto senza pressioni molto rilassato e questo lo si vede nei primi punti che non faccio errori fino al 4° punto che per una distrazione, stavo leggendo già la tratta lunga, devio troppo verso destra.

Dopo aver risolto questo piccolo intoppo e aver trovato anche il 5° punto inizia una bella corsa in salita che mi ha ricordato tanto i miei allenamenti in montagna di qualche giorno prima, durante la salita rimpiango di non essermi mai allenato senza bastoncini in salita, in quel momento mi avrebbero fatto davvero comodo. Anche senza bastoncini vado su con un buon ritmo e affronto la discesa altrettanto bene poi tutto svanisce in zona punto, la vegetazione fitta e la mia scelta non proprio azzeccata mi costringono ad andare molto piano.

Dopo la 6 pensavo che la cazzata di giornata l’avessi già fatta ma ho parlato troppo presto perché la 7 proprio non si trova e non sono neanche solo a cercarla mi ritrovo insieme a Marco Della Vedova e Alberto Grilli, giriamo un po’ tra i cespugli poi finalmente la troviamo e scappiamo da quel posto.

Dalla 8 alla 12 mi aggancio ad uno straniero, le mie gambe stanno bene e riesco a stargli dietro fino all’ attraversamento stradale tra la 12 e la 13 i cui non sono così matto da lanciarmi giù dalle due rive ( sopra e sotto la strada), anche perché se lo facevo finivo addosso a due famiglie e i quel momento non mi sembrava il caso.


Chiudo la mia gara in 45:17 con il 7° tempo italiano.



mercoledì 30 agosto 2017

North West Cup 2017 2nd day

Secondo giorno della North West Cup a Setriere, oggi si corre una middle sulla carta di La Coche tracciata da Andrea Bruno.

Prima della gara cerco di ripensare all’allenamento memory che avevamo fatto su questa carta durante il raduno e a memoria non ricordo grande difficoltà un paio di pietraie vicino all’arrivo.

La “ gara” non inizia nel migliore dei modi, infatti, mentre aspetto la chiamata del mio minuto mi distraggo e rischio di partire tardi ma questo non accade e prendo il via più concentrato del solito.

La gara parte bene sono veloce, mi sto divertendo molto e sento di poter fare una buona gara.

Per il secondo punto mi appoggio alla canaletta che passa sotto il punto per avere una buona linea di conduzione e così è! Continuo la mia prova senza fermarmi, riesco a leggere molto bene la carta mentre corro, non commetto grossi errori. Stranamente mi sento a mio agio anche nella parte finale nei sassi anche se non sono stato molto veloce ma molto deciso sulle scelte e sull’ esecuzione.


Arrivo al traguardo molto soddisfatto della mia prova chiudendola in 51:05 con il 5° tempo italiano.


venerdì 25 agosto 2017

North West Cup 2017 1st day

Eccoci di nuovo a Sestriere per la seconda edizione della North West Cup che quest’anno si compone di una prova long e di due middle.
La prova del venerdì si svolge ai monti della Luna, un bellissimo posto non molto facile da raggiungere ma ne vale la pena, la gara è tracciata da Michele Caraglio il che mi fa pensare ad una long molto fisica ma sorprendentemente non quanto mi aspettavo.
In questa prima prova decido di partire cauto alla prima per evitare gli errori fatti ai primi punti delle prime due gare della Primiero O-week ma riesco ugualmente a sbagliare di poco la prima. Un altro errore lo commetto alla 3 in cui per la paura di restare basso salgo e troppo ma in zona punto non ho problemi.
La mia gara continua senza altri errori fino alla 11 in cui vado lungo e anche alla 12 vado troppo a sinistra ma a quest’ ultimo punto me ne accorgo subito e riesco a rimediare in fretta.
12-13 tratta lunga che per sicurezza affronto su sentiero sicuramente l’ho allungata ma non me ne pento e arrivo sul punto senza particolari problemi a parte un enorme vescica sotto l’alluce destro che mi ha rallentato molto sul sentiero e così sarà fino alla fine.  
Il primo grande errore di giornata lo faccio alla 17 in cui resto troppo a sinistra e non mi trovavo sulla carta quindi decido di mettermi sulla verticale della 16 e ricollocarmi, una volta capito dove ero e arrivo al punto.

Il secondo grosso errore lo faccio alla 19 in cui, guardando la traccia GPS, ci arrivo molto vicino ma credo di essere troppo alto e scendo ma non ritrovandomi decido di uscire su sentiero per poter attare il punto dal pianoro e arrivato al punto capisco che ci ero molto vicino e mi do del pirla da solo mentre mi fiondo verso la 19 e poi la 20 facendo una bella volata finale con Tommaso del Oricomo  



martedì 1 agosto 2017

Ultra Trail Gran Paradiso

Dopo il bel week end di orienteering tra le quasi sconosciute Pale di San Martino, metto da parte bussola, si-card e scarpe chiodate per riprendere l’attrezzatura da trail per una nuova avventura sulle montagne che, dopo il Monte Bianco, mi hanno visto crescere, sto parlando del Gran Paradiso in particolare della Valsavaranche.

L’avventura consiste nel prendere parte alla mia prima gara di ultra trail al cospetto dell’ unico 4000 interamente su territorio italiano e all’ interno di uno dei parchi nazionali più belli d’Italia.

Già da quando mi sono iscritto alla gara sapevo che sarebbe stata una gara molto difficile non solo perché prevede un percorso di 45 km con 3300 m di dislivello positivo ma perché il percorso presenta tratti abbastanza tecnici in mezzo a pietraie, ma questo fa parte dell’avventura, e io sono pronto ad affrontarle.





4:50 suona sa sveglia che mi avverte che il gran giorno è arrivato e che è ora di fare sul serio, mentre mangio un bel panino con il prosciutto cotto inizio a farmi la cavigliera con il tape, che tanto so che non durerà molto ma temo di non riuscire a passare il cancello orario quindi sono pronto a prendermi dei gran rischi in discesa per restare nelle 7 ore e 30'.

5:30 si ricontrolla tutto il materiale obbligatorio per non dimenticare nulla, tutto è pronto ma mi resta ancora un dubbio…. Termica o maniche corte ? La temperatura esterna è bella frizzante 4°C in campeggio, opto per tenere la termica e di rimandare la decisione prima della partenza. SI PARTE ALLA VOLTA DI DEGIOZ!

5:55 arrivato in paese la temperatura non è cambiata di molto, siamo sui 6°C, ma prendo una decisione un po’ azzardata, mi tolgo la termica e decido di partire con la mezza manica, ma vedo che non sono l’unico e questo mi consola non sono l’ unico matto o scemo a seconda dei punti di vista. 

6:00 Finalmente si parte, come d’abitudine parto in prima fila, e mi metto subito in 
coda al gruppetto formato dallo svizzero Gabioud e agli italiani Cheraz Davide ( che vincerà la gara), Matthieu e Bruno Brunod ( quest’ultimo detentore del record di salita/discesa dal Cervino prima di Kilian) che fin da subito impongono un ritmo altissimo, fin che le pendenze non si fanno eccessivo non ho problemi a mantenermi in coda al gruppo, ma appena si inizia a salire verso il casolare del Levionaz li lascio andare e prendo il mio passo e vado su regolare senza strafare è solo la prima di molte salite impegnative.


Verso la fine della salita inizia farmi male la testa probabilmente dovuto all’ aumento di quota e il gran caldo umido patito nel bosco durante la salita ma mancano solo due tornanti, si vede già la fine del bosco che significa anche che la salita è finita, lasciato il bosco si respira finalmente aria fresca, un sorso d’acqua e via in discesa a tutta, mi sento bene e recupero qualche posizione senza impegnarmi troppo arrivati al primo ristoro (dopo 1:15 circa di gara ) mi fermo per mangiare qualcosa e per trovare la forza mentale per affrontare i quasi 3km di asfalto che mi porteranno all’attacco del Rifugio Chabod.

1:40:30 di gara inizia la salita al rifugio Chabod una salita di quasi 5km con 914 m di dislivello che si inizialmente si articola su una mulattiera all’ interno di un bellisimo bosco di conifere fino a poco prima del casotto del guardaparco di Lavassey dove si torna su un classico sentiero di terra battuta misto sassi.
Terminato il bosco, il sentiero sale dolcemente con lunghe S, ma questo solo in teoria perché che ha tracciato il percorso ha deciso di farci salire per la massima pendenza fino al rifugio. Una salita davvero faticosa ma resa magica dal panorama che avevo di fronte quelle poche volte che riuscivo ad alzare la testa da terra.
Finalmente arrivo al rifugio e sono accolto calorosamente del cane del gestore che mi accompagna fino al tavolo del ristoro dove ad attendermi ci sono diverse torte, cioccolato e altre cose stuzzicanti, ma non posso fermarmi molto, una volta che ho ripreso le forze ( quelle mentali almeno, quelle fisiche son quel che sono) scendo dal cucuzzolo su cui è situato il rifugio per affrontare una lunga ma dolce salita ( con qualche strappetto verso i 2730m del rifugio Vittorio Emanuele II.

La traversata la conosco bene ma nel primo pezzo si snoda tra delle morene e il sentiero non è ben visibile e bisogna cercare le bandierine che non si vedono molto ma i segnali del sentiero si vedono abbastanza bene uscito da questa zona mi aspetta una prima pietraia e il sentiero sparisce un'altra volta ma lo si vede in lontananza e per oltrepassarla punto dritto al sentiero e non mi pongo il problema di essere sul sentiero.
Continuano i Sali e scendi, recupero un altro atleta, che vedendo in lontananza il rifugio aumenta il passo ma non sa che da quel punto ci sono ancora almeno 3 vallette, io continuo con il mio passo e dopo 800/900 m lo riprendo e sconsolato mi si accoda fino al rampone prima della punto ristoro al rifugio dove io lo stacco mantenendo una buona costanza di corsa/camminata.


Al ristoro mangio del formaggio e bevo dell’ acqua e un po’ di coca cola poi riparto verso il campeggio di Pont dove mi attende il cancello orario ma sono ampiamente nei tempi quindi non c’è motivo di forzare la discesa prendendomi dei rischi inutili.
Passo il cancello orario con 2 ore e 20  circa di vantaggio sul tempo limite questo mi da morale e dopo aver mangiato qualcosa riparto come se i primi 26 km non ci siano mai stati e in un batter d’occhio sono alla croce del Roley.

Da qui fino al casotto di Pian Borgno sembra non arrivare mai, la salita è impegnativa e il sentiero stretto non consente agli escursionisti di spostarsi facilmente per lasciarmi passare questo mi porta a cambiare spesso ritmo impedendomi di fare una salita regolare, al casolare di Pian Borgno (solo ristoro idrico) mi disseto, mangio una bustina di miele monodose e finisco una barretta iniziata nella salita alla croce del Roley  e riparto subito verso il Meyen (punto di incontro tra la 45 e la 25 km.

Per arrivare in questo vallone c’è tutta una zona di falso piano in cui ( con il senno di poi) avrei potuto corricchiare un po’ di più ma sapevo che mi mancava di sicuro una discesa tecnica in una pietraia per arrivare ai laghi Djouan  e a logica una discesa prima e una salita dopo per entrare ed uscire dalla valle del Meyen (sarà proprio così) quindi decido di prendermela con relativa calma per non disfare le gambe ancora di più.

Arrivo finalmente in cima alla pietraia che sovrasta i laghi e mi sento sollevato perché da li in poi sarà solo discesa, mi lancio ( per quanto possibile) in discesa ma fin da subito mi rendo conto che è molto più tecnica di come me l’ero immaginata e per ben due volte il sentiero si perde sui sassi e dall’ alto non si vedevano i segni gialli che indicano il sentiero ma la voce di due addetti al percorso mi guidano sulla giusta via e arrivo finalmente hai prati limitrofi ai laghi ma purtroppo mi sono giocato parte dell’energie nella discesa, decido allora di camminare più o meno fino all’ alpe Djouan/casotto di Oreville  così da ritrovare un po’ di forze per l’ ultima discesa e il successivo “piano “ che mi avrebbe riportato a Degioz!


La scelta è stata delle migliori perché due atlete mi passano tratto in cui cammino una della 25 km e una della 45, quest’ ultima riparte dall’ ultimo ristoro 2’ prima di me mentre io mi idratavo e facevo un po’ di stretching una volta ripartito mi sento molto bene e ( come un anno prima a GTC ) faccio una discesa molto veloce e la riprendo e la stacco prima del centro abitato i Creton ( dove termina la discesa in bosco), qui ad una fontana mi disseto cammino per 500/600m metri poi torno a corricchiare senza spingere troppo fin che non vedo un atleta davanti a me e decido di spingere poi scoprirò che era solo uno che corricchiava e non centrava nulla con noi ma a quel punto vedevo l’arco di arrivo e continuo a spingere per provare a terminare sotto le 10 ore cosa che al momento sembrava irraggiungibile anche perché avevo perso la concezione del tempo quando l’orologio mi ha abbandonato al Meyen, al traguardo lo speker annuncia il mio tempo e con grande mia sorpresa 9:51:32!





martedì 18 luglio 2017

Dolomites 3 Day 3rdStage

Siamo alla terza e ultima prova della Dolomites 3 Day e ci troviamo a San Martino di Castrozza.

Molti dicono che questa sia la gara più dura e tecnica delle tre ma io mi sento in giornata quindi non mi preoccupo più di tanto. In partenza vengo a sapere che subito dietro di me partirà Aron Gaio, la cosa non mi tocca perché il mio unico obiettivo è portare a casa la gara.

La mia gara inizia molto con calma per non commettere errori, per non andare subito fuori giri e per poter entrare in carta. Scorrendo il tracciato di gara capisco le parole dello speaker Stegal quando mi ha detto: ‘’voglio proprio vedere la tua scelta’’, si riferiva alla tratta 4-5 l’unica tratta veramente lunga di giornata, inizio a leggere la tratta mentre affronto la tratta 3-4 e scarto a priori tutte quelle possibili tracce che passano più o meno vicine al magenta, restano solo due alternative:

1.     Dal ristoro salire in diagonale verso la 12, arrivare all’incrocio dei sentieri per poi continuare il più possibile in linea retta verso il punto.

2.     Scendere lungo la pista da sci, passare dalla 21-22-23, girare intorno alla collina risalire il sentiero fino all’ incrocio con la canaletta e usare quest’ultima per arrivare al punto.

Manco a dirlo opto per la seconda scelta che tra le due mi sembra la più appropriata alle mie caratteristiche, e fare il dislivello tutto in un colpo non mi spaventa minimamente.

Dopo questa tratta ho un calo di concentrazione e vago un po’ e fatico a trovare la 6, nella salita alla 7 mi ripiglio libero la mente e torno a correre bene senza commettere errori, infatti la mia traccia gps non è mai stata cosi vicina alla rotta ideale, le uniche macchie sono la tratte 11-12 e 12-13 in cui non ho voluto rischiare memore degli eventi accaduti il giorno prima al Rolle.  Continuo con questo momento di Flow fino al punto 19 in cui non mi tornano i sassi o meglio mi torna tutto peccato che fossi troppo sotto la 18, per tornare sulla retta via invece di continuare a vagare in quella zona senza cavarne un ragno da buco, ritorno alla 18 e ricomincio la tratta e finalmente iniziano a tornarmi le cose e proprio quando ho avvistato il punto mi supera un atleta straniero e mici metto in scia e lo tengo fino a metà della tratta 20-21 poi sopraggiunge Emiliano Corona, sento che le mie gambe stanno bene rispondono bene e sento di aver ancora qualcosa da dare, decido che è meglio attaccarmi a Corona per affrontare gli ultimi tre punti. La mia scelta si rivela azzeccata perché lo straniero sbaglia la 21 noi continuiamo senza errori, Emiliano fa un primo allungo sul sentiero tra la 21-22, (non per staccarmi all’arrivo vengo a sapere che sentiva di avere dietro qualcuno ma non sapeva chi fosse), a questo incremento di velocità rispondo bene e resto con lui fino a poco prima della 23 quando poi lui allunga nuovamente e io non ne ho per stare con lui ma ne ho abbastanza per mantenere il ritmo.


Chiudo la mia prova in 2:13:13 in 39° posizione!


giovedì 13 luglio 2017

Dolomites 3 Day 2nd Stage

Siamo alla seconda tappa di questa tre giorni internazionale e finalmente è ora di long distance!! Mi aspetto di divertirmi molto in questa gara su una distanza che a me piace molto e senza dimenticare che si correrà su una carta in cui si sono svolti i JWOC 2009 con condizioni meteo davvero pessime.

Ma questa volta non è il 2009 il tempo è bellissimo e il sole si fa sentire già alle 9:30 quando arrivo in zona traguardo.

La gara si prevede lunga (ovviamente) e difficile ma poco importa l’obiettivo di giornata è concludere la gara, in partenza vengo a sapere di un disbosco non segnato in carta, la prima cosa che mi viene da pensare è: “ vuoi vedere che ho un punto in quello schifo!?” e ci ho preso la mia 3 si trova proprio al centro e questo mi porta al primo dei due grossi errori di giornata, il secondo sarà un vero e proprio calvario su un punto che vicino e relativamente facile, i tratta del punto 5, guardando la traccia GPS ho visto che ci sono passato molto vicino e non l’ho vista!

Ma questo non mi abbatte continuo sulla mia strada e mano a mano che continuo sento buone sensazioni, la testa ha il pieno controllo del corpo e riesco a mantenere un andatura più o meno costante, questo evita che commetta altri grossi errori solo imprecisioni o scelte discutibili.


Chiudo la mia prova con 2:49:26 di gara stremato ma strafelice 


lunedì 10 luglio 2017

Dolomites 3 Day 1st Stage

Finalmente rientro alle competizioni nella categoria elite, sinceramente ero stanco di correre in MC o in MB, accompagnato da un fantastico panorama.

Mi trovo in Val Venegia per la prima prova della Dolomite 3 day, questa gara si svolge sulla distanza middle su una carta nuova e cosa più bella al cospetto del gruppo delle Pale di San Martino.

Dopo un alzataccia  alle 5 del mattino, 4 ore di guida e aver preso la navetta messa a disposizione dell’organizzazione mi trovo all’ inizio del sentiero che mi condurrà alla malga Venegia dove è situato il ritrovo. Durante la salita mi guardo attorno per capire su che tipo di terreno si andrà a correre la tappa odierna,  al prato sottostante la malga mi trovo difronte allo spettacolo delle pale che si stagliano alte in fondo alla valle.

Sono in partenza pronto a dare il tutto per tutto già in questa prima prova e continuo a ripetermi:  “ è una middle parti tranquillo e soprattutto non sbagliare la 1” detto fatto o al 50% almeno, perché si son partito piano ma la prima l’ho sbagliata volendo osare in costa sono andato lungo e alto,  con il senno di poi farei la scelta più sicura (scendere fino al sentiero e prenderla da sotto) anche se questo mi porta a fare del dislivello gratuito.
Sui punti successivi nulla da dire, si posso definire di “trasferimento” e qui chi ha gamba li vola via (ma non io).
Nella zona tecnica inizio a rallentare per no sbagliare, nella tratta 8-9 mi raggiunge Francesco Magenes e uno straniero, decido provare ad attaccarmi al treno fin che riesco ma tra la 10 e la 11 sento che sto andando fuori giri e decido di lasciarli andare e di tornare ad un ritmo adeguato al mio stato di forma.
Alla 14 ho commesso un altro errore finendo al giallino sopra al punto poi tranquillo con ritmo costante fino ad una sbavatura alla 17 e poi via liscio fino al traguardo che sembrava non arrivare mai!


Chiudo la mia prova in 1:07:08 con un distacco assurdo dal primo che ha fatto davvero un tempone.