giovedì 9 novembre 2017

Campionato Italiano Mixrelay e 6° prova di Coppa Italia

Quest’anno il Campionato italiano a staffetta mista sprint in città si svolge a Bobbio (PC) e l’ASD Agorosso si presenta in forze con 3 staffette nella categoria Elite (solo due che correvano per il titolo) e una in categoria 35!

Io corro nella stessa staffetta che l’anno scorso ha difeso i colori di Bergamo a Savona , quest’anno al lancio ci sarà Elisa (per variazione nel regolamento) io sarò in seconda frazione e chiuderà James.

Elisa fa una buon lancio dandomi il cambio in 19 posizione in simultanea con la staffetta del Tarzo, davanti a me non ho alcun punto di riferimento quindi decido di correre come se ci fossi solo io.

Mi sento bene le gambe girano alla grande riesco a mantenere la concentrazione su quello che stavo facendo ed anticipare tutte le scelte, solo nell’ analisi post gara mi rendo conto che due di esse non erano le migliori infatti alla 2 era meglio rimanere in strada evitando gli scalini e dalla 9 alla 10 era meglio tornare indietro ma in quel momento ero in un treno e mi sono fatto tirare da loro per poi perderli in lungo Trebbia. 


Sono molto soddisfatto della mia prova chiudendo con il 10° tempo di frazione portando la mia staffetta al 14° posto.





Siamo all’ultima prova nazionale in bosco! Ci troviamo a Ceci vicino a Brallo, nei boschi che mi hanno visto crescere orientisticamente.

Già come è successo l’anno scorso al Monte Beigua, dopo il campionato italiano a staffetta sprint a Savona, ci troviamo a gareggiare all’interno della nebbia! Ma la nebbia di Brallo non ha nulla a che vedere con quella del Beigua e di sicuro quest’anno fa molto meno freddo!

Al mattino sento le gambe pesanti, so di aver speso molto nella prova di Bobbio del giorno prima, ma una cosa che ho imparato durante le gare di ultra trail è che la testa fa molto quando si sentono le gambe stanche! Prendo la carta e parto deciso a divertirmi e non pensare ad altro!

Faccio subito un errore al secondo punto salendo troppo di quota fino a vedere il semi aperto e da li ho capito di essere troppo alto e mi abbasso in direzione del punto poi per scelta attacco la tre dal sentiero per il semplice motivo che avevo un punto simile in un allenamento e in quell’occasione ho avuto difficolta a trovarlo  e ho preferito non rischiare! Poi tutto liscio fino alla 5-6 in cui era palesemente meglio il sentiero ma ho voluto tagliare e il disbosco mi ha rallentato parecchio e poi anche in zona punto ho avuto qualche difficoltà perché sono uscito troppo presto dal sentiero. Sono invece molto contento della tratta 6-7 in cui riesco a stare quasi sulla linea magenta per poi far casino alla  8 che voglio fare dritta o al limite stare più basso ma mentre percorro la tratta non mi torna nulla allora salgo con la consapevolezza che o ero sotto la 2 o poco dopo e salendo sarei arrivato al sentiero della 3 e proprio qui sono arrivato, a questo punto ho puntato la 3 per poi attraversare l’avvallamento e arrivare leggermente a sinistra della  8.

Dalla 9 alla 10 sembra di correre in un altro bosco sono passato da una nebbia fitta ad una luce surreale che faceva risplendere le foglie autunnali! Questa visione mi rilassa molto e mi da nuova carica per spingere i punti successivi.

Alla 11 commetto un errore andando troppo a destra ma non mi importa perché mi sto divertendo e sento che sto correndo bene!
Continuo con buon ritmo fino alla fine anche se sulle piste da sci proprio non avevo la forze di tirare di più.

Sono soddisfatto della mia prova ovviamente poteva andare meglio ma è probabilmente la mia ultima gara (di bosco sicuro) dell’ anno e iniziavo a sentire la stanchezza!




lunedì 23 ottobre 2017

Campionato Regionale Long

Per questa gara ci troviamo in provincia di Piacenza più precisamente al monte Moria, la gara è organizzata dall’A.S.D.  Agorosso ( la mia società).
In questa giornata vesto sia i panni da atleta e quelli di organizzatore (o meglio un aiuto all’ organizzazione).
Nell’ ultima parte del viaggio, quando la strada attraversa il bosco in cui si svolgerà la gara inizio a guardarmi intorno per vedere il tipo di bosco in cui sarei andato a gareggiare, la mia prima impressione è quella di un bellissimo bosco misto castagno/nocciolo, il che mi riporta alla mente i boschi di Penicina/Romagnese in cui la mia carriera agonistica è iniziata.
Dopo aver fatto partire tutti gli atleti e aver fatto un minimo di riscaldamento parto anche io per la mia Long in categoria Elite (ovviamente).

Parto molto bene, il 15000 non mi crea grossi problemi, con mio grande stupore corro molto bene mantenendo un buon controllo sulla carta qualche errorino in zona punto ma niente pascolate assurde (nella prima metà di gara).

Il primo errore lo commetto alla 11 dove non vedo un bivio del sentiero e arrivo sopra alla 14 ma quando vedo che la pendenza aumenta capisco che sono fuori zona  e correggo il tiro. 

Alla 15 il primo errore ‘’grosso’’ di giornata non sapevo bene come rendere il punto allora scelgo di rimanere più vicino al magenta possibile, inizialmente passo sopra alla 11 ma poi vado basso e passo nel semi aperto a Nord della linea tra 14-15, oltrepassato il primo sentiero che corre perpendicolare alla mia direzione arrivo al secondo, poco sotto la macchia verde e decido di salire lungo il sentiero guardando il fiumiciattolo alla mia destra nella speranza di scorgere un buon punto dove attraversare, trovo una traccetta poco dopo la fine del verde una volta arrivato al sentierino attacco il punto con facilità.

Altro Grande errore alla 17 che ho riattaccato 3 volte dalla 16 e non riuscivo proprio a capire perché non mi tornassero le cose! Io sapevo di essere il zona punto e me lo confermerà anche la traccia GPS, ci sono passato due volte poco a sinistra e non l’ ho vista!


Da qui alla fine nulla da segnalare, le gambe giravano bene la testa c’era, chiudo la mia gara in 2:17:38 in 11° posizione.

lunedì 25 settembre 2017

Campionati Italiani Long Distance

I campionati italiani  quest’anno i sono svolti sull’altipiano del Cansiglio su una carta molto molto bella un bel mix tra la carta bianca di Vallorch e la carta molto sassosa dell’Archeton.

Il sabato alla gara long prendo il via nella categoria Elite senza paura della distanza o del dislivello altrimenti non fare gare di Trail  e Skyrunning, l’unica mia preoccupazione è sulla componente tecnica immaginandomi una zona con pochi sentieri e con molte tracce non segnate in carta.

Sono in partenza con la mente totalmente vuota ma la voglia di far bene e di divertirmi è alle stelle. 

Prendo il via e carta alla mano e mentre cercavo la 1 noto che è esattamente come me l’ero immaginata, individuo la 1 inizio a cercare un ritmo che mi stia comodo senza andare crisi troppo presto.

Nel primo loop vado allo grande, o così pensavo, so di essere sceso un paio di curve in zona punto 2 ma tanto la gara è ancora lunga e ci sarà da ridere ( o da piangere) quando inizieranno le tratte lunghe, commetto un errore andando alla  5 scendendo troppo rapidamente facendomi attirare da un punto visto in lontananza, dopo essermi ricollocato parto deciso verso la 5 ed inizio a cercare la 6 sulla carta ma non la trovo fino a che non apro completamente la carta.

Punzonato la 5 mi lancio in discesa verso la strada, non prendo minimamente in considerazione di andare dritto in mezzo a tutte quelle doline!!

Durante il trasferimento su strada mi recupera il Tode e continuiamo insieme quasi fino alla 8 dove finisco un po’ basso e lungo e vengo recuperato dal mio compagno di società Andrea Bruno!

A questo punto colgo l’opportunità di correre con un atleta con molta più esperienza ma con un doppio obiettivo: stare con lui il più a lungo possibile e mantenere la testa sulla carta, con mio grande piacere riesco a tenere il suo ritmo di corsa e leggere contemporaneamente la carta e mantenere il segno su dove siamo e su dove passiamo.
Purtroppo poco prima del punto 24 ho un calo fisico e decido di staccarmi da Andrea e concludere la gara da solo.

In questa ultima parte di gara commetto qualche errore….alla 25 vado un po’ lungo e alla 29 resto un po’ a sinistra ma me ne accordo subito e rimedio al mio errore.


A sorpresa concludo la mia prova in 20° posizione in 2:26:41


giovedì 7 settembre 2017

Night race e North West Cup 2017 3rd day

Dopo la middle nella mattinata a la Coche, in serata mi aspetta un sprint allungata in notturna sulla carta del centro di Sestriere.
Parto tra gli ultimi un po’ per scelta un po’ perché c’era molta gente che voleva partire presto e si era creata una fila abbastanza lunga e io non avevo alcuna intenzione di stare li in fila a prendere freddo.
Parto abbastanza forte commetto subito un imprecisione ma prontamente sono tornato sulla scelta che avevo in mente, dopo questo errorino non sbaglio praticamente più nulla e concludo la mia gara con un ritmo regolare senza forzare più di tanto divertendomi parecchio.



Il giorno seguente gareggiamo sulla carta di monte Rotta, carta sui cui si è svolta la staffetta dell’ amicizia durante il raduno oriLBEM 2015.

Mentre mi avvio verso la partenza inizio a sentire la stanchezza, ma un volta dentro i cancelletti è come se tutto sparisse e c’è solo la gara che devi affrontare, parto senza pressioni molto rilassato e questo lo si vede nei primi punti che non faccio errori fino al 4° punto che per una distrazione, stavo leggendo già la tratta lunga, devio troppo verso destra.

Dopo aver risolto questo piccolo intoppo e aver trovato anche il 5° punto inizia una bella corsa in salita che mi ha ricordato tanto i miei allenamenti in montagna di qualche giorno prima, durante la salita rimpiango di non essermi mai allenato senza bastoncini in salita, in quel momento mi avrebbero fatto davvero comodo. Anche senza bastoncini vado su con un buon ritmo e affronto la discesa altrettanto bene poi tutto svanisce in zona punto, la vegetazione fitta e la mia scelta non proprio azzeccata mi costringono ad andare molto piano.

Dopo la 6 pensavo che la cazzata di giornata l’avessi già fatta ma ho parlato troppo presto perché la 7 proprio non si trova e non sono neanche solo a cercarla mi ritrovo insieme a Marco Della Vedova e Alberto Grilli, giriamo un po’ tra i cespugli poi finalmente la troviamo e scappiamo da quel posto.

Dalla 8 alla 12 mi aggancio ad uno straniero, le mie gambe stanno bene e riesco a stargli dietro fino all’ attraversamento stradale tra la 12 e la 13 i cui non sono così matto da lanciarmi giù dalle due rive ( sopra e sotto la strada), anche perché se lo facevo finivo addosso a due famiglie e i quel momento non mi sembrava il caso.


Chiudo la mia gara in 45:17 con il 7° tempo italiano.



mercoledì 30 agosto 2017

North West Cup 2017 2nd day

Secondo giorno della North West Cup a Setriere, oggi si corre una middle sulla carta di La Coche tracciata da Andrea Bruno.

Prima della gara cerco di ripensare all’allenamento memory che avevamo fatto su questa carta durante il raduno e a memoria non ricordo grande difficoltà un paio di pietraie vicino all’arrivo.

La “ gara” non inizia nel migliore dei modi, infatti, mentre aspetto la chiamata del mio minuto mi distraggo e rischio di partire tardi ma questo non accade e prendo il via più concentrato del solito.

La gara parte bene sono veloce, mi sto divertendo molto e sento di poter fare una buona gara.

Per il secondo punto mi appoggio alla canaletta che passa sotto il punto per avere una buona linea di conduzione e così è! Continuo la mia prova senza fermarmi, riesco a leggere molto bene la carta mentre corro, non commetto grossi errori. Stranamente mi sento a mio agio anche nella parte finale nei sassi anche se non sono stato molto veloce ma molto deciso sulle scelte e sull’ esecuzione.


Arrivo al traguardo molto soddisfatto della mia prova chiudendola in 51:05 con il 5° tempo italiano.


venerdì 25 agosto 2017

North West Cup 2017 1st day

Eccoci di nuovo a Sestriere per la seconda edizione della North West Cup che quest’anno si compone di una prova long e di due middle.
La prova del venerdì si svolge ai monti della Luna, un bellissimo posto non molto facile da raggiungere ma ne vale la pena, la gara è tracciata da Michele Caraglio il che mi fa pensare ad una long molto fisica ma sorprendentemente non quanto mi aspettavo.
In questa prima prova decido di partire cauto alla prima per evitare gli errori fatti ai primi punti delle prime due gare della Primiero O-week ma riesco ugualmente a sbagliare di poco la prima. Un altro errore lo commetto alla 3 in cui per la paura di restare basso salgo e troppo ma in zona punto non ho problemi.
La mia gara continua senza altri errori fino alla 11 in cui vado lungo e anche alla 12 vado troppo a sinistra ma a quest’ ultimo punto me ne accorgo subito e riesco a rimediare in fretta.
12-13 tratta lunga che per sicurezza affronto su sentiero sicuramente l’ho allungata ma non me ne pento e arrivo sul punto senza particolari problemi a parte un enorme vescica sotto l’alluce destro che mi ha rallentato molto sul sentiero e così sarà fino alla fine.  
Il primo grande errore di giornata lo faccio alla 17 in cui resto troppo a sinistra e non mi trovavo sulla carta quindi decido di mettermi sulla verticale della 16 e ricollocarmi, una volta capito dove ero e arrivo al punto.

Il secondo grosso errore lo faccio alla 19 in cui, guardando la traccia GPS, ci arrivo molto vicino ma credo di essere troppo alto e scendo ma non ritrovandomi decido di uscire su sentiero per poter attare il punto dal pianoro e arrivato al punto capisco che ci ero molto vicino e mi do del pirla da solo mentre mi fiondo verso la 19 e poi la 20 facendo una bella volata finale con Tommaso del Oricomo  



martedì 1 agosto 2017

Ultra Trail Gran Paradiso

Dopo il bel week end di orienteering tra le quasi sconosciute Pale di San Martino, metto da parte bussola, si-card e scarpe chiodate per riprendere l’attrezzatura da trail per una nuova avventura sulle montagne che, dopo il Monte Bianco, mi hanno visto crescere, sto parlando del Gran Paradiso in particolare della Valsavaranche.

L’avventura consiste nel prendere parte alla mia prima gara di ultra trail al cospetto dell’ unico 4000 interamente su territorio italiano e all’ interno di uno dei parchi nazionali più belli d’Italia.

Già da quando mi sono iscritto alla gara sapevo che sarebbe stata una gara molto difficile non solo perché prevede un percorso di 45 km con 3300 m di dislivello positivo ma perché il percorso presenta tratti abbastanza tecnici in mezzo a pietraie, ma questo fa parte dell’avventura, e io sono pronto ad affrontarle.





4:50 suona sa sveglia che mi avverte che il gran giorno è arrivato e che è ora di fare sul serio, mentre mangio un bel panino con il prosciutto cotto inizio a farmi la cavigliera con il tape, che tanto so che non durerà molto ma temo di non riuscire a passare il cancello orario quindi sono pronto a prendermi dei gran rischi in discesa per restare nelle 7 ore e 30'.

5:30 si ricontrolla tutto il materiale obbligatorio per non dimenticare nulla, tutto è pronto ma mi resta ancora un dubbio…. Termica o maniche corte ? La temperatura esterna è bella frizzante 4°C in campeggio, opto per tenere la termica e di rimandare la decisione prima della partenza. SI PARTE ALLA VOLTA DI DEGIOZ!

5:55 arrivato in paese la temperatura non è cambiata di molto, siamo sui 6°C, ma prendo una decisione un po’ azzardata, mi tolgo la termica e decido di partire con la mezza manica, ma vedo che non sono l’unico e questo mi consola non sono l’ unico matto o scemo a seconda dei punti di vista. 

6:00 Finalmente si parte, come d’abitudine parto in prima fila, e mi metto subito in 
coda al gruppetto formato dallo svizzero Gabioud e agli italiani Cheraz Davide ( che vincerà la gara), Matthieu e Bruno Brunod ( quest’ultimo detentore del record di salita/discesa dal Cervino prima di Kilian) che fin da subito impongono un ritmo altissimo, fin che le pendenze non si fanno eccessivo non ho problemi a mantenermi in coda al gruppo, ma appena si inizia a salire verso il casolare del Levionaz li lascio andare e prendo il mio passo e vado su regolare senza strafare è solo la prima di molte salite impegnative.


Verso la fine della salita inizia farmi male la testa probabilmente dovuto all’ aumento di quota e il gran caldo umido patito nel bosco durante la salita ma mancano solo due tornanti, si vede già la fine del bosco che significa anche che la salita è finita, lasciato il bosco si respira finalmente aria fresca, un sorso d’acqua e via in discesa a tutta, mi sento bene e recupero qualche posizione senza impegnarmi troppo arrivati al primo ristoro (dopo 1:15 circa di gara ) mi fermo per mangiare qualcosa e per trovare la forza mentale per affrontare i quasi 3km di asfalto che mi porteranno all’attacco del Rifugio Chabod.

1:40:30 di gara inizia la salita al rifugio Chabod una salita di quasi 5km con 914 m di dislivello che si inizialmente si articola su una mulattiera all’ interno di un bellisimo bosco di conifere fino a poco prima del casotto del guardaparco di Lavassey dove si torna su un classico sentiero di terra battuta misto sassi.
Terminato il bosco, il sentiero sale dolcemente con lunghe S, ma questo solo in teoria perché che ha tracciato il percorso ha deciso di farci salire per la massima pendenza fino al rifugio. Una salita davvero faticosa ma resa magica dal panorama che avevo di fronte quelle poche volte che riuscivo ad alzare la testa da terra.
Finalmente arrivo al rifugio e sono accolto calorosamente del cane del gestore che mi accompagna fino al tavolo del ristoro dove ad attendermi ci sono diverse torte, cioccolato e altre cose stuzzicanti, ma non posso fermarmi molto, una volta che ho ripreso le forze ( quelle mentali almeno, quelle fisiche son quel che sono) scendo dal cucuzzolo su cui è situato il rifugio per affrontare una lunga ma dolce salita ( con qualche strappetto verso i 2730m del rifugio Vittorio Emanuele II.

La traversata la conosco bene ma nel primo pezzo si snoda tra delle morene e il sentiero non è ben visibile e bisogna cercare le bandierine che non si vedono molto ma i segnali del sentiero si vedono abbastanza bene uscito da questa zona mi aspetta una prima pietraia e il sentiero sparisce un'altra volta ma lo si vede in lontananza e per oltrepassarla punto dritto al sentiero e non mi pongo il problema di essere sul sentiero.
Continuano i Sali e scendi, recupero un altro atleta, che vedendo in lontananza il rifugio aumenta il passo ma non sa che da quel punto ci sono ancora almeno 3 vallette, io continuo con il mio passo e dopo 800/900 m lo riprendo e sconsolato mi si accoda fino al rampone prima della punto ristoro al rifugio dove io lo stacco mantenendo una buona costanza di corsa/camminata.


Al ristoro mangio del formaggio e bevo dell’ acqua e un po’ di coca cola poi riparto verso il campeggio di Pont dove mi attende il cancello orario ma sono ampiamente nei tempi quindi non c’è motivo di forzare la discesa prendendomi dei rischi inutili.
Passo il cancello orario con 2 ore e 20  circa di vantaggio sul tempo limite questo mi da morale e dopo aver mangiato qualcosa riparto come se i primi 26 km non ci siano mai stati e in un batter d’occhio sono alla croce del Roley.

Da qui fino al casotto di Pian Borgno sembra non arrivare mai, la salita è impegnativa e il sentiero stretto non consente agli escursionisti di spostarsi facilmente per lasciarmi passare questo mi porta a cambiare spesso ritmo impedendomi di fare una salita regolare, al casolare di Pian Borgno (solo ristoro idrico) mi disseto, mangio una bustina di miele monodose e finisco una barretta iniziata nella salita alla croce del Roley  e riparto subito verso il Meyen (punto di incontro tra la 45 e la 25 km.

Per arrivare in questo vallone c’è tutta una zona di falso piano in cui ( con il senno di poi) avrei potuto corricchiare un po’ di più ma sapevo che mi mancava di sicuro una discesa tecnica in una pietraia per arrivare ai laghi Djouan  e a logica una discesa prima e una salita dopo per entrare ed uscire dalla valle del Meyen (sarà proprio così) quindi decido di prendermela con relativa calma per non disfare le gambe ancora di più.

Arrivo finalmente in cima alla pietraia che sovrasta i laghi e mi sento sollevato perché da li in poi sarà solo discesa, mi lancio ( per quanto possibile) in discesa ma fin da subito mi rendo conto che è molto più tecnica di come me l’ero immaginata e per ben due volte il sentiero si perde sui sassi e dall’ alto non si vedevano i segni gialli che indicano il sentiero ma la voce di due addetti al percorso mi guidano sulla giusta via e arrivo finalmente hai prati limitrofi ai laghi ma purtroppo mi sono giocato parte dell’energie nella discesa, decido allora di camminare più o meno fino all’ alpe Djouan/casotto di Oreville  così da ritrovare un po’ di forze per l’ ultima discesa e il successivo “piano “ che mi avrebbe riportato a Degioz!


La scelta è stata delle migliori perché due atlete mi passano tratto in cui cammino una della 25 km e una della 45, quest’ ultima riparte dall’ ultimo ristoro 2’ prima di me mentre io mi idratavo e facevo un po’ di stretching una volta ripartito mi sento molto bene e ( come un anno prima a GTC ) faccio una discesa molto veloce e la riprendo e la stacco prima del centro abitato i Creton ( dove termina la discesa in bosco), qui ad una fontana mi disseto cammino per 500/600m metri poi torno a corricchiare senza spingere troppo fin che non vedo un atleta davanti a me e decido di spingere poi scoprirò che era solo uno che corricchiava e non centrava nulla con noi ma a quel punto vedevo l’arco di arrivo e continuo a spingere per provare a terminare sotto le 10 ore cosa che al momento sembrava irraggiungibile anche perché avevo perso la concezione del tempo quando l’orologio mi ha abbandonato al Meyen, al traguardo lo speker annuncia il mio tempo e con grande mia sorpresa 9:51:32!