mercoledì 7 agosto 2019

UYN Vertical Courmayeur – Mont Blanc


Siamo alla 5° edizione del Vertical Courmayeur - Mont Blanc e dopo 4 anni con il naso all’insù a vedere questi atleti che corrono verso la terrazza dei ghiacciai, decido che per la 5° edizione ci sarò anche io tra i partenti di questa gara che riscopre le origini dello Skyrunning (ovvero partire dal centro dei paesi per raggiungere la vetta delle montagne).

Anche se per questa gara si raggiungeranno “solo”, si fa per dire, i 3462m di Punta Helbronner e non arriveremo hai 4810 m del Monte Bianco, resta una gara molto dura ma che ti regala degli scorci veramente unici in vero stile SKY.

Sabato mattina alle 7.00 siamo tutti in piazza a Courmayeur per ascoltare le ultime direttive dall’organizzazione sull’uso o meno dei ramponcini, fortunatamente non servono (un peso in meno da portarmi dietro).

Manca pochissimo alle 7.30, siamo tutti schierati, in fianco a me ho la medaglia d’argento del K1000 di venerdì sera (Davide Cheraz team Salomon che il prossimo week end sarà al via della Sierra Zinal ) e davanti a me c’è Daniel Antonioli (team La Sportiva), uno dei più accreditati alla vittoria (dopo che Kilian e Nadir hanno rinunciato a prendere il via).

Finalmente il la gara ha inizio e si parte davvero a tutta corro il primo kilometro in 4’02’’ ma ovviamente sappiamo tutti che è un ritmo impensabile da tenere fino all’inizio dello sterrato, quindi mollo subito il colpo e lascio che i forti atleti al via se la vedano tra di loro mentre io cerco una certa regolarità di azione che poi mi permetta di salire agevolmente verso il rifugio Pavillon dove è posto il primo cancello orario che si chiude alle 9.30.

Dopo una dura salita, che francamente mi aspettavo più corribile, arrivo a Pavillon in circa 1 ora e 13’, qui dopo aver mangiato qualcosa al ristoro, indosso il mio caschetto e parto alla volta del pilone alto dove è posto il secondo cancello che si chiuderà alla 10.30, ma avendo circa 45’ di vantaggio sul primo cancello sono certo di passare anche il secondo, questo però non mi esime dal spingere per cercare di fare un buon tempo senza però dimenticare che dal ristoro alla cima sono solamente 3.6 km ma con uno sviluppo verticale di circa 1306 m di dislivello con una quota che passa da 2145 m a 3451 m, una cavolata insomma.

Nella salita verso l’ultimo pilone della Skyway si puo’ ben notare che il sentiero percorra un lunghissimo zig zag e salga più o meno dolcemente mentre il nostro tracciato passa sulla linea di massima pendenza.

Con l’arrivo al pilone mi mangio una barretta e mi idrato, abbandono i bastoncini all’organizzazione e (purtroppo) si abbondona anche il prato per iniziare la salita sui roccioni di granito del Monte Bianco.

La salita continua tra corde fisse, sassoni, passaggi in arrampicata, sassi che cadono e le guide alpine che incoraggiano e guidano tutti gli atleti sul sentiero e ci aiutano nei tratti più difficili ed esposti, raggiungiamo in rifugio Torino vecchio dove veniamo accolti da un gran tifo dai volontari che sono addetti al ristoro, butto giù una bustina di miele, bevo un bicchiere d’acqua e riparto subito verso il sentiero che mi porterà al rifugio Torino (ultimo step prima del sognato traguardo).

Passo in velocità il Torino Nuovo, vedo davanti a me 5 concorrenti e mi pongo l’obiettivo di andare a riprenderli e passarli, piano piano cercando di non fermarmi mai e accennando a qualche passo di corsa inizio a raggiungerli e a passarli sopravanzarli.




Dopo aver passato questi 5 vedo un altro atleta non molto distante da me, io continuo sempre con il mio passo e giungiamo alle scale per salire a Punta Helbronner praticamente appaiati, purtroppo lui riesce ad entrare all’interno del rifugio, dove dovremmo percorrere 3 tre piani di scale per poter raggiungere la terrazza dei ghiacciai più alta dove è posto l’arrivo, su queste rampe di scale è molto difficile superare quindi devo accontentarmi di restare dietro di lui!



Come prima apparizione a questo evento sono molto soddisfatto! Sono arrivato a Courmayeur con solo un’occasione di salire sopra quota 3000m con la Dolomyths Run Sky e quindi non aver patito la quota durate la gara mi da grande morale.


Giungo al traguardo dopo 3:16:22 dalla partenza di Courmayeur in 90 posizione di categoria, 235 nella generale con oltre 400 atleti al via.


Sicuramente questa è un’esperienza che mi resterà nel cuore così come l’emozione che ho provato nel raggiungere un luogo che per tantissimo tempo ho creduto fosse raggiungibile solo per gli alpinisti, ancora adesso mi fa venire la pelle d’oca al solo pensiero.

L’anno prossimo certamente sarò ancora al via di questa gara e chissà magari farò un pensiero alla combinata con il K1000 in notturna del venerdì.

Ma adesso bisogna guardare all’immediato futuro che mi vedrà al via del Gran Paradiso Raidlight Trail nel suo percorso Ultra!

Di seguito vi metto il link di un video girato con una go pro l’anno scorso dove si vede quasi interamente il percorso (quest’ è cambiato leggermente nella parte iniziale su asfalto)




venerdì 26 luglio 2019

Dolomyths run Sky 2019


Ebbene si ci sono ri-cascato anche quest’anno…sono di nuovo in quel di Canazei per prendere parte alla Dolomyths Run Skyrace che quest’anno è entrata a far parte della Golden Trail World Series, unica tappa italiana tra quelle in programma!

Parto da casa venerdì 19 alla volta della val di Fassa dopo 5 ore di viaggio giungo a Canazei e mi sento già il clima della grandissima competizione a cui prendo parte.

Siamo già Sabato mattina e dopo un giro sulla Marmolada ritorno verso Canazei per ritirare il pacco gara con il pettorale e gli adesivi per i bastoncini (anche quest’anno come nel 2018 dobbiamo lasciarli alla Forcella Pordoi)

La giornata di Sabato passa molto velocemente e alle 18 mi presento in Piazza Marconi per la grande festa che è la presentazione della gara e dei migliori 10 uomini e donne pretendenti alla vittoria!

Finita la presentazione inizia a piovere e decido di saltare il briefing che tanto non c’è nulla di nuovo dall’anno precedente e comunque la notte è lunga e se il tempo inclemente ci impedirà di andare in cima alla piramide del Piz Boè ci verrà detto prima della partenza!

Domenica mattina sveglia presto per terminare gli ultimi preparativi e fare una buona colazione. Anche sa la sveglia è stata “all’alba”, in un batter d’occhio sono già le 7.15 ed è ora di andare in Piazza per vedere che news ci sono dal Pordoi dopo una notte in cui è piovuto parecchio, giunto in partenza, a parte una temperatura non caldissima sembra tutto regolare si arriverà in CIMA!!!

I minuti passano e la piazza si riempie di atleti pronti a darsi battaglia sui 22 Km del percorso di gara, tra la folla si sente parlare di ogni cosa, da chi prega a fin che il sole asciughi le rocce dopo il rifugio Boè, altri che per non pensare alla fatica che andranno a fare parlano delle prossime gare a cui sono iscritti…

Tutte queste parole scompaiono quando lo speaker annuncia che mancano 2 minuti alla partenza e tutti iniziano a cercare la propria concentrazione e si attende l’arrivo dell’elicottero che riprenderà la gara per la diretta live streaming…

Tutto è pronto, la musica si alza, il countdown ha inizio….5…4…3…2…1…viaaaaa in partenza vedo la fortissima orientista Judith Wider che cade poche persona davanti a me la evitiamo ma lei si alza velocissima e inizia la sua rincorsa alla testa del gruppo, io parto con un buon ritmo ma ( almeno così credo) più lento di quello del 2018, ma è solo un’apparenza giungerò a passo Pordoi con circa 1 minuto di vantaggio sul mio tempo dello scorso anno!



Arrivato al passo bevo solo un bicchiere di sali e mangio un pezzo di banana e riparto subito alla volta della Forcella dove mi attendono le famose Z su cui l’anno scorso ho fatto parecchio fatica ma quest’anno trovo fin da subito un buon ritmo e cerco di salire in modo continuo senza fermarmi e senza fare grosse accelerazioni, voglio mantenere 
un po’ di energie per la successiva salita e soprattutto per i 12 km di discesa.

Finalmente sono al tratto finale del sentiero che conduce fuori dal Couloir dell’ inferno, con un grandissimo Maurizio Torri ( speaker di Sport di Montagna) che ci spinge, ci incita a non mollare mai e anche quest’anno l’organizzazione non ci ha fatto mancare il famoso passaggio trai due muri di neve che rende ancora tutto più bello.




Arrivato in cima lascio i bastoncini, mangio qualcosa e riparto alla volta del Rifugio Capanna Piz Fassa (3152) punto più alto della gara, nel tratto di trasferimento ‘’ in piano’’ c’è parecchia neve che mi rallenta un po’ ma allo stesso tempo mi permette di riprendere fiato e rinfrescarmi i piedi per poi attaccare sempre con regolarità la salita al rifugio. In questa ascensione parecchia gente mi sorpassa ma molti di questi li vedrò al rifugio che stentano a ripartire mentre arrivato in cima bevo e magio qualcosa e mi lanci subito in discesa recuperando alcune posizioni perse nella salta, sento che le gambe stanno bene e dopo aver passato le scalette inizio a spingere fino al rifugio Boè dove mi concedo un bicchier d’acqua per poi ripartire.






Ripartendo verso l’ultima “cima” prima di iniziare la picchiata in val Lasties e inizio a sentire qualche crampo ma passano quasi subito appena dopo la sosta in cui mi sono tolto un po’ di sassolini da una scarpa, con le gambe “a posto” (per quanto possono esserlo) inizio la discesa verso Canazei.

Dopo la delusione dell’anno scorso in cui ho fatto una faticaccia a scendere, quest’anno sento le gambe più reattive e fresche, mi lascio andare e scendo a tutta cercando di frenare il meno possibile e lasciar girare le gambe e cosi va tutto bene fino all’ultimo ristoro di Pian Schiavaneis dove fatico un po’ a riprendere il ritmo forse non avrei dovuto fermarmi, ma in quel momento mi sembrava la cosa migliore da fare per riprendere un po’ di energie in vista dei chilometri finali.

Dopo aver ripreso un’andatura decente devo affrontare l’ultimo strappo in salita di giornata e per poi entrare in un bosco con un sentiero parecchio bagnato e con mille insidie dovute hai sassi e alle radici bagnate ma mi sento a mio agio e recupero alcune posizioni.

Arrivo nell’ultimo chilometro e due atleti da dietro mi passano ma non gli lascio prendere il largo e appena arriviamo sull’asfalto inizio a spingere e raggiungo due atleti davanti a me, poi arrivo sul rettilineo finale in cui l’atleta davanti a me prende per mano i suoi bimbi e corre l’arrivo con loro mentre io e un altro lo passiamo sui lati esterni e tiriamo fuori tutto quello che avevamo per uno sprint che sembrava non terminare mai!



Chiudo la mia prova in 3:36:22, 13 minuti in meno sul tempo del 2018, ed entro nei 
primi 400 uomini chiudendo al 395° posto.

Ora la mia attenzione volge alla prossima gara che sarà il 3/8 a Courmayeur da cui partirò per la Mont Blanc Skyrace.

giovedì 4 luglio 2019

Nirvana Raid 2019 Monte Palanzone


Anche quest’anno siamo sono al via del Nirvana Raid, sempre con il mio compagno di squadra Lorenzo per formare l’ormai rodato Team degli Aggressive Panda 2 e sempre (ovviamente sul percorso Pro o Elite che dir si voglia).

Quest’anno ci troviamo a Caglio (CO) con un discreto numero di partenti!
Subito si nota l’assenza del Team super favorito di sempre formato da Emiliano Corona (impegnato nella preparazione di un Trail in quel di Cortina) e Andrea Villa (reclutato dall’ organizzazione)

Se nell’edizione 2018 eravamo i principali avversari della copia Corona-Villa, gara chiusa poi al secondo posto, in questa edizione, invece, secondo me eravamo tra le due copie che potevano lottare per la vittoria ma la condizione fisica, di sicuro non quella del 2018 sia per me che per Lorenzo, ma siamo pronti a dare tutto per conquistare un posto sul podio e rendere la vita dura alle altre squadre.



In partenza ero pronto per una partenza a tutta come l’anno scorso ma subito vedo che Lorenzo non è della stessa idea e che anche gli altri erano timorosi come se aspettassero che qualcuno partisse… chissà forse se fossimo partiti cattivi sarebbe stata una gara diversa, ma questo non possiamo saperlo!



Nella prima discesa si avvantaggiano due copie io allungo leggermente sul mio compagno (sempre rimanendo a vista) per capire l’entità della fuga (in pratica c’è da preoccuparsi o no?)

Arrivati nella gola che porta alla 1, in teoria dovremmo vederli uscire, ma capiamo che è successo qualcosa tra i 4 in fuga e che hanno mancato il bivio, anche perché mentre lasciamo la 1 li vediamo arrivare con tutti gli altri.

Partiamo verso la due facendo subito un bel taglio che ci porta sul sentiero alto per evitarci una rampata assurda da fare all’ inizio così abbiamo potuto far girare le gambe senza stressarle particolarmente fino alla 2.

La tratta per la 3 scegliamo la via dei due tagli in bosco e notiamo che i due in Blu, così li definiamo in gara non essendo facce note al traguardo scopriremo che sono la copia della Pattuglia alpina snc Bellagio, hanno un bel passo e non sono da sottovalutare. Loro scegliendo il sentiero arrivano poco prima di noi al punto ma mentre io facevo ritmo in salita Lorenzo ha guardato la tratta per la 4 e ci lanciamo subito in discesa senza troppa esitazione mentre loro sono un po’ titubanti e ci riportiamo in testa. 

Andando alla 4 commettiamo un errore ingenuo ci tocca oltrepassare un avvallamento ma poco importa a livello di classifica i blu hanno sbagliato parecchio più di noi, li vedremo salire da dove noi scendiamo per andare alla 5, ma sulle gambe rischia di pesare questo dislivello gratuito.

Punti 5 e 6 sono molto semplici e non commettiamo errori, ma entrambi abbiamo in mente una sola cosa il cancello orario del punto 7, salendo alla 6 noto che abbiamo ampio margine ma stiamo andando così bene non vedo il motivo per cui dovremmo cambiare qualcosa.

Giungiamo alla 7 con circa un ora di anticipo e per primi inseguiti da vicini dalla copia del Fiocco rosso e dai Freemind-Nirvana.

Nella tratta 7-8 andiamo costanti e manteniamo il vantaggio preso uscendo dalla 7 ma poco dopo la 8 siamo agganciati dalle due copie inseguitrici ma siamo convinti che la nostra conoscenza dell’orienteering ci dia un grosso vantaggio su queste due copie, palesemente con più gamba di noi!

Abbia la conferma della nostra teoria alla 9 e alla 10!

Alla 9 tutti scegliamo di prenderla dal Bolettone i nostri 4 compagni di viaggio ovviamente arrivano in cima prima di noi ma al punto arriviamo prima noi quasi non ce lo aspettavamo neanche noi da quanta precisone abbiamo avuto.

Poi partiamo per la 10 scegliamo (ovviamente) la via che passa vicino al rifugio Capanna Mara, proprio in prossimità del rifugio veniamo sopravanzati da Ponteri-Manfrin gli stiamo attaccati per un po’ ma poi decidiamo di lasciarli andare e nel tratto di discesa prima della salita al punto iniziamo a valutare la tattica per fare rifornimento di acqua e scegliere il percorso ottimale per i punti successivi.

Anche in questo punto (incredibilmente) arriviamo per primi sul punto.

Partiamo per la 10 praticamente in compagnia di Ponteri e socio, durante la lunga salita di riprendono i nostri compagni di società Krajcikova e Krajcik, tutti e 6 insieme ci dirigiamo alla 10!

Dopo la 10 è iniziata una sorta di crisi per me, faticavo ad andare avanti e avevo qualche crampo e così per tutta la tratta 10-11 poi piano piano mi sono ripreso, abbiamo optato per una sosta al rifugio Capanna Mara dove Lorenzo ha fatto un po’ di rifornimento, mentre io attendo il rifugio Riella per riempire la mia sacca e bagnarmi un po’ la testa. Già dopo la ripartenza dal primo rifugio mi sentivo decisamente meglio ancora qualche crampo ma nulla di che, ripartiti in salita dal rifugio Riella mi sento ancora meglio e salgo verso il Palanzone con un buon ritmo, senza correre ma comunque di buona lena.

Arrivati in cima ci godiamo la vista, ormai sappiamo che i primi non saremmo riusciti a prenderli anche perché entrambi eravamo abbastanza sul cotto!



Affrontiamo la discesa dalla cima con molta cautela per evitare altri inconvenienti ma, terminata la  riprendiamo la corsa e andiamo senza inconvenienti fino in zona 14 dove incrociamo la coppia formata da Irene Pozzebon e Giuseppe Magenes, arriviamo in zona 14, sappiamo che dobbiamo cercare un ‘’buco’’ ma sinceramente non me lo aspettavo così profondo! 

Li sul bordo valutiamo su chi deve scendere…e alla fine tocca a Lorenzo che è andato in crisi prima di me, ma era parecchio che stava “bene”, per quanto si possa stare bene dopo 27/28 km, mentre io ne ero appena uscito e la paura di ricascarci subito e compromettere la gara era troppa!

Dopo “il viaggio al centro della terra” di Lorenzo riprendiamo, e inanelliamo la 15 e la 16 senza problemi, poi usciamo sulla strada che attraversa i campi e che ci porterebbe verso la 17 e poi il traguardo, prendo subito un buon ritmo, mi volto e vedo che Lorenzo sta perdendo metri e subito alzo il piede dall’acceleratore e lo aspetto e insieme corriamo fino alla fine per portarci a casa anche quest’anno il secondo posto!



Un secondo posto più amaro di quello dell’anno scorso ma comunque un secondo posto che abbiamo conquistato dando tutto senza risparmiarci e questo mi rende molto felice!



L’anno prossimo saremo (spero) più pronti per poter lottare più a lungo per la vittoria!
Gara conclusa in 6:32:54

Ora ci si riprende e poi sotto ad allenarsi per la mia seconda Dolomithrun Sky e la mia prima Mont Blanc Skyrace



lunedì 27 maggio 2019

4° prova di Coppa Italia Long


Siamo a domenica mattina, la caviglia non sembra gonfia e non mi fa neanche tanto male.

Dopo colazione faccio una buona cavigliera con il tape, talmente buona che al mio arrivo dopo la gara non aveva fatto nemmeno una piega, ma mi riservo di decidere il da farsi solo in campo gara.

Arrivato al ritrovo inizio a prepararmi e mi sento deciso nel prendere parte alla gara anche se in questa situazione, molte persone “normali” saranno lì per dire: “ma chi te lo fa fare di partire sotto il diluvio con una caviglia non al 100% per di più in una gara long”,  beh visto che io normale non lo sono e men che meno sano di mente, allaccio per bene le scarpe e con una corsetta leggera mi avvio verso partenza cercando di scaldare al meglio la caviglia.

Arrivo in partenza e devo attendere solo pochi minuti prima del via, parto con un ritmo costante e facendo scelte sicure, come il giorno prima, ma l’obiettivo di oggi è finire la gara senza lasciarci la caviglia già infortunata o peggio ancora l’altra, poi se riesco anche non arrivare ultimo sarebbe una bella soddisfazione.

Tutto bene fino alla tratta 4-5 dove mi rendo conto di quanto avessi fatto bene il giorno prima a non fare la tratta 5-6 (della middle) stando nel bosco ma prendendola dal sentiero, oggi invece sono obbligato a scegliere la via nel bosco perché salire o scendere sarebbe stato troppo dispendioso, in altre occasioni con condizioni meteo e fisiche diverse… chissà forse sarei sceso.

Per il resto la gara continua regolare praticamente senza errori, peccato per le tratte lunghe con scelte scontate, anche se nella tratta di ritorno verso l’arrivo scelgo volutamente la tratta che mi fa restare su sentiero senza scendere sulla strada (nettamente la scelta più veloce).

Unico vero errore della gara è al punto 21, dove entra in gioca anche la stanchezza, non riesco a capire bene dove entro in bosco e giro un pochino più alto cercando di individuare qualcosa che mi faccia dire “ecco!! Sono qua!” ma questo momento non arriva e se non fosse stato per l’ arrivo di Roberto Dallavalle sarei stato ancora li un bel po’ di tempo.


Chiudo la mia prova in 2:16:35 con il 28° tempo ( non ultimo di classifica)





lunedì 20 maggio 2019

3° Coppa Italia middle Altopiano della Vigolana


Terzo Week end di gare nazionali, a sto giro siamo sull’ altopiano della Vigolana, e non poteva che piove come ormai da prassi in quest’ anno anomalo.

Sono carichissimo per il week end che inizialmente doveva essere di due gare middle, ma due settimane fa a Carpegna mi è giunta voce che, su richiesta del tecnico della nazionale assoluta (Mikhail Mamleev) la middle dalla domenica, per categorie interessate dalle selezioni per la squadra nazionali, diventerà una Long!!!

Sabato gara middle su un terreno molto bello con cui trovo subito un buon feeling, il fisico sembra assistermi e rispondere bene alla voglia di spingere a tutta!

Di solito inizio il racconto della mia gara con i primi punti fatti bene e poi subito l’errore ma non questa volta, parto bene deciso e tutto mi viene incontro proprio come mi aspetto non commetto errori e arrivo sempre bene sui punti.

Alla 3 posso testare un po’ la mia condizione in salita (che sicuramente dovrà migliorare ancora parecchio prima delle Sky) corro tutta la tratta 2-3 e le sensazioni sono state decenti, dire buone è forse troppo.

Su consiglio del mio Coach, dopo aver appurato nelle gare precedenti che fisicamente posso fare buone gare, faccio scelte sicure anche se mi costa fare più dislivello o più metri ma che mi permettano di corre in maniera più fluida e ad un ritmo più elevato. 

Nel post gara queste scelte mi daranno ragione, per esempio nella tratta 5-6 io sono 
salito e lì ho fatta dal sentiero e sentendo i miei compagni di squadra che sono passati nel vallo dicevano che era più profondo di quanto pensavano e hanno perso parecchio tempo.

L’unico errore della gara lo commetto alla 7 in cui mi faccio portare un po’ troppo basso della costa e arrivo leggermente lungo e basso ma prontamente ho rimediato.

Continuo a spingere mantenendo un buon contatto con la carta, era troppo bello per essere vero, poco prima della 12 mi prendo una storta sulla caviglia destra, cerco di non fermarmi co si mantenerla calda, ci riesco e ritrovo anche un buon ritmo ma alla uscendo dalla 18 verso il sentiero ne prendo un'altra, sempre sulla stessa caviglia ovviamente, questa la sento di più ed impiego tutta la salita per tornare a correre.

Anche da questa mi riprendo abbastanza bene ma non ho più l’aggressività di inizio gara. E la mia testa volge già alla gara della domenica a cui tenevo parecchio, fortunatamente questa distrazione non mi porta a commettere errori.

Queste due scavigliete sono le uniche pecche di una gara dove stavo andando bene.

Chiudo la mia gara con il 28° tempo in 1:04:49



giovedì 16 maggio 2019

Campionato Italiano Relay


Sempre Carpegna e sempre il parco interregionale di Sasso Simone e Simoncello.

Oggi però corriamo la gara a staffetta valevole per il campionato italiano.

Quest’anno sono corro la seconda frazione con al lancio Lorenzo Pinna e come ultimo frazionista James Della Vedova.

Dopo 20 minuti dal lancio dell’elite inizio a fare riscaldamento sotto la pioggia, ma ben presto la pioggia si trasforma in grandine e così si alternerà per tutta la gara.

La prima frazione di Lorenzo mi mette sulle code di Pavione 2 che schiera in seconda frazione Simone Bettega, anche se non partiamo insieme, nel lungo tratto su sentiero che ci porta verso il primo punto ce l’ho a vista e ricucio il gap sperando di avere il primo punto uguale.

Ovviamente non è così è io mi becco il punto più lontano! Dopo aver appreso la cosa mi metto il cuore in pace e continuo la mia gara. Appena dopo la 1 mi recupera Giacomo Zagonel mi aggancio fino alla 4 ma lo perdo nella tratta lunga però non me ne faccio un grosso problema anche perché di sicuro avremmo avuto quasi sicuramente un punto diverso quindi non mi affanno per riagganciarmi e vado per la mia strada.

Tantissimi errori anche in questa gara a staffetta, che più che una gara era un’avventura sotto una violenta grandinata e guadi di ruscelli con l’acqua sopra al ginocchio.

Dopo 1:14:46 do il cambio a James che ci porterà ad un buon 17° posto




venerdì 10 maggio 2019

Campionato Italiano Middle Distance


Quest’anno ci troviamo nelle Marche più precisamente a Carpegna e correremo nel parco interregionale del Sasso Simone e Simoncello .
Sabato giorno di gara Middle, dopo un buon riscaldamento è arrivato il momento di prendere in mano la carta e di provare a mettere in pratica quello che mi sono prefissato nei giorni precedenti alla gara, ovvero correre in sicurezza e deciso nelle scelte.

Al cancello del meno 2 diamo un’occhiata alla carta di gara e subito mi accorgo che non c’entra praticamente nulla con la cartina redatta nel 2017.

Da li mi dico partiamo e vediamo vada come vada cerchiamo di fare il massimo e commettere il minor numero di errori possibili.

Parto abbastanza titubante non so se arrischiarmi a prendere la 1 cercando di stare sul magenta o fare una scelta meno audace, opto per la scelta tranquilla quindi mi prendo il sentiero per poi lasciarlo quando ho visto che si divideva puntando al verde con la paludina, tutto fila nel verso giusto uniche pecca è che arrivo leggermente corto su un altro punto che era sempre su un sasso ma non era il mio, cosa che mi sorprende ancor di più e che recupero due minuti su Cristian Greci solamente in questa tratta, da questo punto in poi andiamo via di pari passo, io mantengo sempre la concentrazione sulla carta, tutto fila per il meglio fino al punto 8.

Andando alla 9 succede di tutto, usciamo con direzione dal punto e prendiamo entrambi come riferimento il muretto ma questo proprio non si trova e dopo che abbiamo vagato un po’ ci ritroviamo vicino ai due cocuzzoli della 11 e da li ci riorientiamo e puntiamo dritti al muro e finalmente lo troviamo ma comunque il punto non si trova, sarà poi l’ arrivo di De Vallier dell’Erebus che ce lo farà trovare formiamo un treno di tre persone fino alla 11 quasi, dove io e greci lasciamo la sua compagnia accorgendoci che stava andando fuori strada.

La gara continua in maniera regolare senza grossi errori fino alla 16-17 dove scendiamo troppo dritti finendo in una zona tutta uguale dove in carta è segnato veramente poco. Dopo un po’ capiamo che siamo fuori zona e ci rimettiamo in direzione per il punto.

Dopo questo altro svarione, tra la 18 e la 19 ci riprendono Riccardo Scalet e Samuele Tait e li decido di lasciare la compagnia di Greci e di De Vallier, che nello svarione alla 17 ci aveva ripreso, per provare un vero e proprio terno al lotto, ovvero mettermi in treno con Scalet e Tait per gli ultimi 4 punti.

La cosa non mi riesce proprio al 100% ma quasi infatti non riesco proprio a starci vicino ma comunque mi mantengo in scia fino a quasi alla 22 dove per colpa di quella macchiolina di verde non riesco che fatico ad attraversare li perdo a poco più di due punti dalla fine.

Un peccato perché volevo proprio vedere che differenza c’era tra me e loro fuori dal 
bosco.

Non sono molto soddisfatto della mia prova ( anche se è il mio secondo miglior risultato)  tanti anzi troppi errori per una gara middle!!

Chiudo con il 44° tempo in 1:07:09